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Come Scegliere un Proiettore

La nostra guida per scegliere il migliore proiettore è pensata per guidare gli utenti alla scelta di un modello affidabile e in linea con le loro esigenze tra i tanti disponibili sul mercato. In questo modo, evitano acquisti infelici dettati da un mero confronto tra prezzi e una inutile perdita di tempo e di denaro. Oltre a una classifica dei fattori da tenere maggiormente in considerazione al momento della scelta, ti offriamo la recensione dei cinque modelli che più ci hanno convinto quest’anno per rapporto tra qualità, prezzo e funzioni.

Risoluzione e alta definizione
Iniziamo a elencare le caratteristiche che la migliore marca di proiettori deve avere per venire incontro alle esigenze degli acquirenti. Al primo posto, per importanza, troviamo a nostro avviso la risoluzione supportata, decisiva nella qualità del risultato finale.
A cosa serve, infatti, acquistare un proiettore se poi ciò che trasmettiamo risulta sgranato e poco gradevole? Le risoluzioni più diffuse tra i proiettori sono tre. La SVGA, da 800 x 600 pixel, la XVGA da 1024 x 768 pixel e la SXGA da 1280 x 1024 pixel.
Se la prima risoluzione è adatta a chi voglia utilizzarlo per visualizzare presentazioni dal proprio computer o normali canali televisivi, le altre diventano via via sempre più indispensabili quando il contenuto video da mostrare sale di livello, come nel caso di videogiochi in alta definizione o film in HD.
Quando si tratta di ricreare nella propria casa un vero e proprio home theatre, quindi, occorre passare a modelli in grado di supportare l’alta definizione, come quelli HR ready a 720p e i FULL HD a 1080p, in grado di offrire una risoluzione da 1920 x 1080 pixel e al momento il massimo per quanto riguarda l’alta definizione domestica. Per dettagli sull’argomento è possibile vedere questa guida sui proiettori full hd su Videoproiettore.net.

Luminosità e rapporto di contrasto
Un altro fattore determinante nella scelta di un proiettore è legato alla luminosità che è in grado di generare. La potenza di emissione della luce è decisiva nel determinare quanto brillanti e vivide saranno le immagini proiettate. Uno molto efficiente in tal senso sarà in grado di proiettare immagini scintillanti anche in un ambiente non molto buio.
Il grado di luminosità di questi apparecchi si misura in ANSI (American National Standards Institute) Lumen. Un Ansi Lumen corrisponde al grado di luminosità di una candela. La luminosità è quindi un fattore particolarmente importante quando ci si trova in una stanza ampia, gremita e non perfettamente oscurata.
Anche il rapporto di contrasto è un dato utile nel determinare la qualità delle immagini riprodotte dal proiettore: più è alto, maggiore sarà la capacità del dispositivo di rendere le zone chiare e le zone scure dell’immagine video.

Altre caratteristiche
Al momento di acquistare un proiettore si possono prendere in considerazione anche altre caratteristiche che potrebbero far pendere l’ago della bilancia verso un modello piuttosto che un altro.
Per esempio, è importante tenere conto della durata della lampada, un pezzo che prima o poi dovremo cambiare e che ci costerà parecchio. In genere si misura in ore.
Un altro fattore importante è la dimensione dell’immagine che si può ottenere, più che altro per abbinarla alla scelta dello schermo su cui proiettarla.
Ulteriori considerazioni da fare riguardano le dimensioni e il peso dell’apparecchio, soprattutto se abbiamo intenzione di spostarlo con frequenza, magari per esigenze di lavoro. In questo caso, potrebbe fare comodo anche un modello dotato di batteria integrata.

Proseguiamo la nostra guida con una serie di consigli d’acquisto che ti suggeriscono quale proiettore comprare. Nella nostra comparazione tra i migliori modelli venduti online, non ci siamo fatti abbagliare da offerte destinate a sparire nel tempo, ma abbiamo preso in considerazione tutte le caratteristiche più importanti e il rapporto qualità/prezzo.

Acer P1173
Ad aggiudicarsi il titolo di migliore proiettore è questo modello prodotto dal celebre marchio Acer. Difficile, infatti, trovare un prodotto di fascia media con così tanti pregi e altrettanto versatile. Tra gli acquirenti soddisfatti dell’acquisto ci sono infatti sia utenti che lo impiegano abitualmente per la visione di film a casa sia persone che lo utilizzano principalmente per lavoro, mostrando le loro presentazioni a un’ottima risoluzione e sfruttando il sistema audio integrato.
Il proiettore ha una risoluzione SVGA da 800 x 600 pixel e supporta tranquillamente l’alta definizione (anche il full HD). Grazie all’ampia disponibilità di porte, potrai collegarlo a una grande varietà di dispositivi, dal portatile al decoder, per visualizzare in grande documenti, film, video e tanto altro ancora.
Ha un’ottima luminosità da 3000 ANSI Lumen, con una durata della lampada – comoda da sostituire anche in proiettori fissati al soffitto – di 4500 ore. Lampada che, oltretutto, è meno costosa delle media.

BenQ MS504
Proseguiamo i nostri suggerimenti su come scegliere un buon proiettore con un modello dalle caratteristiche e dal costo molto simili al precedente. In questo caso, a far pendere la tua decisione verso un modello piuttosto che un altro saranno piccoli dettagli, come l’aspetto estetico, la preferenza per un brand piuttosto che un altro o qualche caratteristica in più o in meno.
Anche il proiettore BenQ ha una luminosità di 3000 ANSI Lumen, una risoluzione SVGA da 800 x 600 pixel e una durata della lampada da 4500 ore, che può aumentare sfruttando la modalità economica. Ha poi un rapporto di contrasto molto elevato, che ti permetterà di godere di tutte le sfumature: 13.000:1.
È possibile scegliere tra tre formati di visualizzazione: 6:9,4:3 e 1:1 e il full HD è pienamente supportato. Ha uno zoom molto buono ed è piuttosto silenzioso e non troppo ingombrante.
Viene fornito completo di telecomando ma purtroppo non di copri obiettivo.

Epson EB-S04
Il proiettore Epson garantisce all’utente il beneficio di una straordinaria qualità delle immagini grazie all’impiego dell’innovativa tecnologia LCD a tre chip che, rispetto a quella tradizionale DLP a un chip, aumenta notevolmente le prestazioni assicurando immagini più nitide e luminose, l’ideale per impressionare clienti e colleghi in ufficio o per godersi un film a casa come al cinema.
Ma non è questo l’unico vantaggio presente. La ricchezza delle connessioni, comprese porta HDMI e USB, ne fanno un dispositivo versatile in grado di visualizzare i contenuti in alta definizione e quelli presenti sulle varie memorie esterne.
L’app iProjection permette perfino di inviare i file da smartphone e tablet direttamente in modalità wireless, il massimo della tecnologia e della comodità.
Pratico da trasportare grazie alla borsa inclusa, vanta infine una notevole durata della lampada e del filtro che quindi non dovranno essere sostituiti spesso.

Excelvan DVB-T
Scendendo leggermente di prezzo rispetto ai modelli precedenti incontriamo questo buon proiettore, che vanta prestazioni inferiori rispetto a quanto visto finora ma comunque sufficienti per la maggior parte degli usi.
La sua risoluzione nativa si attesta sugli 800 x 480 pixel, ma offre supporto per 780p e 1080p. La luminosità è di 2400 ANSI Lumen e anche il rapporto di contrasto è più basso, 1500:1.
Il proiettore ha un’ottima dotazione di uscite, con ben due HDMI, due uscite USB 2.0 (con supporto ad hard disk) e una VGA. Permette di visualizzare 16,7 milioni di colori e ha una lampada in grado di sostenere 50000 ore di utilizzo prima di dover essere sostituita.
Le immagini rimangono ben nitide anche variando sensibilmente la distanza (senza esagerare né in vicinanza che in lontananza) e si comporta bene anche in assenza di uno schermo professionale su cui effettuare le proiezioni.

Philips Picopix PPX3614
Abbiamo deciso di chiudere la nostra personale top 5 dei migliori proiettori dell’anno con un modello di fascia leggermente più alta (prezzo incluso), apprezzato soprattutto per la funzione Wi-Fi che permette di fare a meno di molti, fastidiosi cavi. Ti basta una connessione Wi-Fi per navigare in rete con il browser integrato e visualizzare sul grande schermo tutti i contenuti che ti interessano.
Inoltre, il lettore MP4 integrato permette di riprodurre tutti i formati audio e video più comuni. In questo modo, Philips Picopix è assolutamente indipendente da altri dispositivi e può estrarre i contenuti da visualizzare da chiavette USB, da vari tipi di schede di memoria e addirittura da una sua memoria integrata da 2 GB.
Il proiettore è dotato anche di una batteria integrata che permette di utilizzarlo senza bisogno di collegarlo a una presa elettrica per un massimo di due ore.
In definitiva, uno strumento molto versatile, con una buona qualità video sia in quanto a luminosità che a contrasto. Peccato per la ventola un po’ troppo rumorosa.

Epson EB-S03
Il modello qui recensito è uno dei più venduti dell’anno, sicuramente anche per merito di una certa facilità d’installazione e d’utilizzo. Alcune funzioni come la correzione trapezoidale verticale, infatti, vengono gestite autonomamente dallo strumento senza bisogno di un nostro intervento diretto.
Il proiettore Epson ha un’ottima dotazione di porte, mettendo a disposizione dell’utente sia l’HDMI che l’RCA, nonché una uscita USB attraverso la quale leggere i contenuti di una normale chiavetta.
La risoluzione SVGA da 800 x 600 risulta più che dignitosa sia per la visione di film che per chi ama cimentarsi con i videogiochi con uno schermo da cinema. La luminosità è piuttosto buona – 2700 ANSI Lumen –, così come il rapporto di contrasto a 10.000:1 e la durata della lampada stimata a 5000 ore, che diventano 6000 utilizzando la modalità a risparmio energetico.
Viene fornito completo di borsa per il trasporto, telecomando con batterie incluse e un valido manuale di istruzioni.

Overloading degli Operatori in C++

Ogni linguaggio di programmazione e` concepito per soddisfare determinati requisiti; i linguaggi procedurali (come il C) sono stati concepiti per realizzare applicazioni che non richiedano nel tempo piu` di poche modifiche. Al contrario i linguaggi a oggetti hanno come obiettivo l’estendibilita`, il programmatore e` in grado di estendere il linguaggio per adattarlo al problema da risolvere, in tal modo diviene piu` semplice modificare programmi creati precedentemente perche` via via che il problema cambia, il linguaggio si adatta. Famoso in tal senso e` stato FORTH, un linguaggio totalmente estensibile (senza alcuna limitazione), tuttavia nel caso di FORTH questa grande liberta` si rivelo` controproducente perche` spesso solo gli ideatori di un programma erano in grado di comprendene il codice.
Anche il C++ puo` essere esteso, solo che per evitare i problemi di FORTH vengono posti dei limiti: l’estensione del linguaggio avviene introducendo nuove classi, definendo nuove funzioni e (vedremo ora) eseguendo l’overloading degli operatori; queste modifiche devono tuttavia sottostare a precise regole, ovvero essere sintatticamente corrette per il vecchio linguaggio (in pratica devono seguire le regole precedentemente viste e quelle che vedremo adesso).

Le prime regole

Cosi` come la definizione di classe deve soddisfare precise regole sintattiche e semantiche, cosi` l’overloading di un operatore deve soddisfare un opportuno insieme di requisiti:

Non e` possibile definire nuovi operatori, si puo` solamente eseguire l’overloading di uno per cui esiste gia` un simbolo nel linguaggio. Possiamo ad esempio definire un nuovo operatore *, ma non possiamo definire un operatore **.
Questa regola ha lo scopo di prevenire possibili ambiguita`.
Non e` possibile modificare la precedenza di un operatore e non e` possibile modificarne l’arieta` o l’associativita`, un operatore unario rimarra`sempre unario, uno binario dovra` applicarsi sempre a due operandi; analogamente uno associativo a sinistra rimmarra sempre associativo a sinistra.
Non e` concessa la possibilita` di eseguire l’overloading di alcuni operatori, ad esempio l’operatore ternario ? :, l’operatore sizeof e gli operatori di cast e in particolare l’operatore .* e l’operatore punto (per la selezione dei campi di una struttura).
E` possibile ridefinire un operatore sia come funzione globale che come funzione membro, i seguenti operatori devono tuttavia essere sempre funzioni membro non statiche: operatore di assegnamento ( = ), operatore di sottoscrizione ( [ ] ) e l’operatore ->.
A parte queste poche restrizioni non esistono molti altri limiti, possiamo ridefinire anche l’operatore virgola ( , ) e persino l’operatore chiamata di funzione ( () ); inoltre non c’e` alcuna restrizione riguardo il contenuto del corpo di un operatore: un operatore altro non e` che un tipo particolare di funzione e tutto cio` che puo` essere fatto in una funzione puo` essere fatto anche in un operatore.
Un operatore e` indicato dalla keyword operator seguita dal simbolo dell’operatore, per eseguirne l’overloading come funzione globale bisogna utilizzare la seguente sintassi:
< ReturnType > operator@( < ArgumentList > ) { < Body > }

ReturnType e` il tipo restituito (non ci sono restrizioni); @ indica un qualsiasi simbolo di operatore valido; ArgumentList e` la lista di parametri (tipo e nome) che l’operatore riceve, i parametri sono due per un operatore binario (il primo e` quello che compare a sinistra dell’operatore quando esso viene applicato) mentre e` uno solo per un operatore unario. Infine Body e` la sequenza di istruzioni che costituiscono il corpo dell’operatore.
Ecco un esempio di overloading di un operatore come funzione globale:

struct Complex {
float Re;
float Im;
};

Complex operator+(const Complex& A, const Complex& B) {
Complex Result;
Result.Re = A.Re + B.Re;
Result.Im = A.Im + B.Im;
return Result;
}

Si tratta sicuramente di un caso molto semplice, che fa capire che in fondo un operatore altro non e` che una funzione. Il funzionamento del codice e` chiaro e non mi dilunghero` oltre; si noti solo che i parametri sono passati per riferimento, non e` obligatorio, ma solitamente e` bene passare i parametri in questo modo (eventualmente utilizzando const come nell’esempio).
Definito l’operatore, e` possibile utilizzarlo secondo l’usuale sintassi riservata agli operatori, ovvero come nel seguente esempio:

Complex A, B;
/* … */
Complex C = A + B;

L’esempio richiede che sia definito su Complex il costruttore di copia, ma come gia` sapete il compilatore e` in grado di fornirne uno di default. Detto questo il precedente esempio viene tradotto (dal compilatore) in

Complex A, B;
/* … */
Complex C(operator+(A, B));

Volendo potete utilizzare gli operatori come funzioni, esattamente come li traduce il compilatore (cioe` scrivendo Complex C = operator+(A, B) o Complex C(operator+(A, B))), ma non e` una buona pratica in quanto annulla il vantaggio ottenuto ridefinendo l’operatore.
Quando un operatore viene ridefinito come funzione membro il primo parametro e` sempre l’istanza della classe su cui viene eseguito e non bisogna indicarlo nella lista di argomenti, un operatore binario quindi come funzione globale riceve due parametri ma come funzione membro ne riceve solo uno (il secondo operando); analogamente un operatore unario come funzione globale prende un solo argomento, ma come funzione membro ha la lista di argomenti vuota.
Riprendiamo il nostro esempio di prima ampliandolo con nuovi operatori:

class Complex {
public:
Complex(float re, float im);
Complex operator-() const; // – unario
Complex operator+(const Complex& B) const;
const Complex & operator=(const Complex& B);

private:
float Re;
float Im;
};

Complex::Complex(float re, float im = 0.0) {
Re = re;
Im = im;
}

Complex Complex::operator-() const {
return Complex(-Re, -Im);
}

Complex Complex::operator+(const Complex& B) const {
return Complex(Re+B.Re, Im+B.Im);
}

const Complex& Complex::operator=(const Complex& B) {
Re = B.Re;
Im = B.Im;
return B;
}

La classe Complex ridefinisce tre operatori. Il primo e` il -(meno) unario, il compilatore capisce che si tratta del meno unario dalla lista di argomenti vuota, il meno binario invece, come funzione membro, deve avere un parametro. Successivamente viene ridefinito l’operatore + (somma), si noti la differenza rispetto alla versione globale. Infine viene ridefinito l’operatore di assegnamento che come detto sopra deve essere una funzione membro non statica; si noti che a differenza dei primi due questo operatore ritorna un riferimento, in tal modo possiamo concatenare piu` assegnamenti evitando la creazione di inutili temporanei, l’uso di const assicura che il risultato non venga utilizzato per modificare l’oggetto. Infine, altra osservazione, l’ultimo operatore non e` dichiarato const in quanto modifica l’oggetto su cui e` applicato (quello cui si assegna), se la semantica che volete attribuirgli consente di dichiararlo const fatelo, ma nel caso dell’operatore di assegnamento (e in generale di tutti) e` consigliabile mantenere la coerenza semantica (cioe` ridefinirlo sempre come operatore di assegnamento, e non ad esempio come operatore di uguaglianza).
Ecco alcuni esempi di applicazione dei precedenti operatori e la loro rispettiva traduzione in chiamate di funzioni (A, B e C sono variabili di tipo Complex):

B = -A; // B.operator=(A.operator-());
C = A+B; // C.operator=(A.operator+(B));
C = A+(-B); // C.operator=(A.operator+(B.operator-()))
C = A-B; // errore!
// complex& Complex::operator-(Complex&)
// non definito.

L’ultimo esempio e` errato poiche` quello che si vuole utilizzare e` il meno binario, e tale operatore non e` stato definito.
Passiamo ora ad esaminare con maggiore dettaglio alcuni operatori che solitamente svolgono ruoli piu` difficili da capire.

L’operatore di assegnamento

L’assegnamento e` un operatore molto particolare, la sua semantica classica e` quella di modificare il valore dell’oggetto cui e` applicato con quello ricevuto come parametro e restituire poi tale valore al fine di consentire espressioni del tipo:

A = B = C = < Valore >

che e` equivalente a

A = (B = (C = < Valore >));

Non lo si confonda con il costruttore di copia: il costruttore e` utilizzato per costruire un nuovo oggetto inizializzandolo con il valore di un altro, l’assegnamento viene utilizzato su oggetti gia` costruiti.

Complex C = B; // Costruttore di copia
/* … */
C = D; // Assegnamento

Un’altra particolarita` di questo operatore lo rende simile al costruttore (oltre al fatto che deve essere una funzione membro): se in una classe non ne viene definito uno nella forma X::operator=(X&), il compilatore ne fornisce uno che esegue la copia bit a bit. Lo standard stabilisce che sia il costruttore di copia che l’operatore di assegnamento forniti dal compilatore debbano eseguire non una copia bit a bit, ma una inizializzazione o assegnamento a livello di membri chiamando il costruttore di copia o l’operatore di assegnamento relativi al tipo di quel membro. In ogni caso comunque e necessario definire esplicitamente sia l’operatore di assegnamento che il costruttore di copia ogni qual volta la classe contenga puntatori, onde evitare spiacevoli condivisioni di memoria.
Notate infine che, come per le funzioni, anche per un operatore e` possibile avere piu` versioni overloaded; in particolare una classe puo` dichiarare piu` operatori di assegnamento, ma e` quello di cui sopra che il compilatore fornisce quando manca.

L’operatore di sottoscrizione

Un altro operatore un po’ particolare e` quello di sottoscrizione [ ]. Si tratta di un operatore binario il cui primo operando e` l’argomento che appare a sinistra di [, mentre il secondo e` quello che si trova tra le parentesi quadre. La semantica classica associata a questo operatore prevede che il primo argomento sia un puntatore, mentre il secondo argomento deve essere un intero senza segno. Il risultato dell’espressione Arg1[Arg2] e` dato da *(Arg1+Arg2) cioe` il valore contenuto all’indirizzo Arg1+Arg2. Questo operatore puo` essere ridefinito unicamente come funzione membro non statica e ovviamente non e` tenuto a sottostare al significato classico dell’operatore fornito dal linguaggio. Il problema principale che si riscontra nella definizione di questo operatore e` fare in modo che sia possibile utilizzare indici multipli, ovvero poter scrivere Arg1[Arg2][Arg3]; il trucco per riuscire in cio` consiste semplicemente nel restituire un riferimento al tipo di Arg1, ovvero seguire il seguente prototipo:

X& X::operator[](T Arg2);

dove T puo` essere anche un riferimento o un puntatore.
Restituendo un riferimento l’espressione Arg1[Arg2][Arg3] viene tradotta in Arg1.operator[](Arg2).operator[](Arg3).
Il seguente codice mostra un esempio di overloading di questo operatore:

class TArray {
public:
TArray(unsigned int Size);
~TArray();
int operator[](unsigned int Index);

private:
int* Array;
unsigned int ArraySize;
};

TArray::TArray(unsigned int Size) {
ArraySize = Size;
Array = new int[Size];
}

TArray::~TArray() {
delete[] Array;
}

int TArray::operator[](unsigned int Index) {
if (Index < Size) return Array[Index];
else /* Errore */
}

Si tratta di una classe che incapsula il concetto di array per effettuare dei controlli sull’indice, evitando cosi` accessi fuori limite. La gestione della situazione di errore e` stata appositamente omessa, vedremo meglio come gestire queste situazioni quando parleremo di eccezioni.
Notate che l’operatore di sottoscrizione restituisce un int e non e` pertanto possibile usare indicizzazioni multiple, d’altronde la classe e` stata concepita unicamente per realizzare array monodimensionali di interi; una soluzione migliore, piu` flessibile e generale avrebbe richiesto l’uso dei template che saranno argomento del successivo capitolo.

Come Rilevare un Hard Disk Esterno sul Pc

ai collegato un hard disk esterno al tuo computer per aumentare la memoria ed avere un numero più ampio di dati presenti sul dispositivo. Fino a ieri tutto funzionava correttamente, ma oggi stai riscontrando qualche problema di troppo. Come rilevare hard disk esterno con il tuo PC? Non ti preoccupare, la procedura che devi compiere è più semplice di quel che pensi. Dammi qualche minuto che ti spiego come si fa.

Per risolvere il tuo problema potrebbe essere necessario assegnare una nuova lettera di unità o, nel peggiore dei casi, di formattare il dispositivo e riportarlo allo stato di fabbrica. Lo so cosa stai pensando: “non dovrò mica chiamare il mio amico esperto di tecnologia?”. No, assolutamente no! Le operazioni che devi compiere sono semplici e richiedono pochi minuti del tuo tempo.

La prima cosa da fare è entrare nella utility di gestione disco ed assegna una lettera al drive del disco. Per far questo, premi sul pulsante Start che trovi situato in basso e digita la parola “partizione” nel campo di testo che appare. Clicca su Crea e formatta le partizioni del disco rigido dai risultati che appaiono e premi con il tasto destro del mouse sull’hard disk esterno che non viene riconosciuto da Windows scegliendo Cambia lettera e percorso di unità.

Adesso clicca su OK per confermare la procedura e seleziona Assegna questa lettera di unità dal menù a tendina che compare nella schermata. Digita la lettera che vuoi assegnare all’unità e fai clic su OK e su Sì per salvare le modifiche che hai effettuato. Grazie a questi cambiamenti potrai accedere al disco direttamente dalla cartella Risorse del computer che trovi sul desktop.

Ma se invece il tuo PC non riesce a rilevare l’hard disk esterno che hai appena comprato? Per risolvere devi assolutamente inizializzare il dispositivo per portarlo allo stato di fabbrica. Anch’essa è un’operazione facilissima da attuare e avviene tramite l’utility per la gestione del disco inclusa in Windows. Per farlo, clicca con il tasto destro del mouse e scegli la voce Nuovo volume semplice.

Nella pagina che appare, premi due volte sul pulsante Avanti e scegli la lettera che vuoi assegnare all’unità usando il menù a tendina. Successivamente imposta il nome ed il file system che vuoi utilizzare (FAT, FAT32 o NTFS in base alle esigenze di cui hai bisogno) e fai clic su Avanti, su OK e su Fine per concludere la formattazione dall’hard disk esterno che hai acquistato. Tieni bene a mente che questa operazione rimuoverà ogni file presente nel dispositivo.

Se mentre avvii questa procedura appare il messaggio “È necessario inizializzare un disco per consentire a Gestione Dischi Logici di accedervi”, metti il segno di spunta vicino alla voce MBR (Master Boot Record) e premi sul tasto OK per iniziare la formattazione. Ti consiglio di eseguire un backup prima di rimuovere i dati, così da non perdere i file che sono presenti nell’hard disk.

Come Ridurre Foto con Photoshop

Hai scattato delle incredibili foto con la tua fotocamera di fiducia ma, nel momento in cui hai provato a caricarle su Facebook per mostrarle ad i tuoi amici, è subentrato un problema non da poco. Il file che stai tentando di caricare ha una dimensione fin troppo ampia e, per riuscire ad eseguire l’upload dell’immagine, ci vorrà fin troppo tempo. Come si può rimediare a tale problema e ridurre i tempi di attesa?

Se nel tuo computer hai installato il programma numero uno al mondo nel settore del foto ritocco, vale a dire Adobe Photoshop, puoi ridurre una foto in men che non si dica sfruttando delle funzionalità presenti nel software. Ovviamente il file perderà leggermente in termini di qualità, ma stai pur certo che il danno è limitato (oltre che essere inevitabile). Vediamo subito come si fa!

La prima cosa da fare è aprire il software facendo un doppio clic sulla sua icona o entrando nel menù Start di Windows ed aprendo la schermata Tutti i programmi. Scegli la voce File e clicca su Salva per Web dall’elenco che compare. Espandi il menù chiamato Predefinito e seleziona il formato in cui intendi salvare la foto. Solitamente si sceglie un formato come GIF o JPEG, ma a te la scelta.

Il motivo di ciò è semplice: il formato JPEG media offre il miglior rapporto tra la qualità ed il peso del file in questione, per cui anche se esso verrà ridotto la qualità rimarrà quasi invariata. Se vuoi, puoi provare perfino delle combinazioni manuali usando le voci che riguardano il formato ed i parametri di qualità, ma ti consiglio di farlo solamente se sei esperto e sai cosa stai facendo, altrimenti rischi di rovinare il file.

Le dimensioni del file che stai modificando le puoi tenere d’occhio usando il riquadro posto in basso a sinistra della finestra, vicino all’anteprima della foto. Se fai uso del menù Sfocatura, l’immagine verrà ridotta notevolmente in termini di dimensioni e la potrai caricare in rete in qualche secondo. Tieni bene a mente che più verrà ridotta e più perderà qualità, per cui non esagerare.

Per vedere la foto originale insieme a quella che stai modificando, apri la schermata 2 immagini e guardale entrambe nello stesso momento. In tal modo potrai scoprire se il file originale è nettamente migliore rispetto al file che stai modificando. Cerca di ottenere un buon compromesso tra la dimensione da ridurre e la qualità da rimuovere nella foto. Osservando le schermate è piuttosto facile, per cui non preoccuparti.

Quando pensi di aver raggiunto una buona soluzione per i tuoi problemi, fai clic sul pulsante Salva per salvare le immagini. Assegna un nome al nuovo file e decidi la cartella in cui salvarlo per terminare la procedura.

Come Inserire Immagini in PowerPoint

Per l’inserimento di un’immagine all’interno di una diapositiva, in PowerPoint 2010, bisogna prendere in considerazione la scheda Inserisci e far clic sul pulsante Immagine. Dopo aver scelto il file si clicca su Inserisci. Quando viene aggiunta un’immagine nella slide, viene visualizzata una nuova scheda chiamata Formato ed è proprio facendo ricorso a questa scheda che si possono modificare le dimensioni, digitando nelle caselle Altezza e Larghezza, gruppo Dimensioni, i valori desiderati.

In alternativa, si possono utilizzare le maniglie, cioè i pallini che si trovano ai quattro angoli dell’immagine.

Invece, se la si vuole disporre esattamente al centro della diapositiva, si può considerare il pulsante Allinea e, dal menu che viene visualizzato, si clicca dapprima su Allinea al centro orizzontalmente e poi su Allinea al centro verticalmente.

All’immagine è possibile anche impostare la trasparenza facendo rimanere evidente soltanto la parte dove non si è cliccato. Quindi, per avere un effetto del genere occorre premere il pulsante Colore, gruppo Regola, della scheda Formato. Dall’elenco che si apre, si fa clic su Imposta colore trasparente.

Nella scheda Formato c’è il gruppo Stili immagini dove è possibile rendere più attraente l’immagine assegnando ad essa un’ombreggiatura oppure un effetto alone, un effetto rilievo, etc, è sufficiente utilizzare il pulsante Effetti immagine.

Per regolare il colore oppure per operare correzioni oppure per avere effetti artistici si può ricorrere al gruppo Regola, sempre della scheda Formato.

Infine, per spostare l’immagine dietro a tutti gli altri elementi presenti nella slide si deve premere il pulsante Porta indietro scegliendo, poi, dall’elenco Porta in secondo piano.